IL CONSIGLIO COMUNALE DI SOLARO

 

esaminati i contenuti del disegno di legge finanziaria 2006 in corso di discussione in Parlamento, con particolare riferimento ai vincoli imposti ai Comuni ed alla ulteriore riduzione dei trasferimenti;

rilevato che la manovra di finanza pubblica, rivolta in gran parte a coprire il disavanzo in eccedenza al Trattato di Maastricht, colpisce in modo pesante e ingiustificato gli Enti locali i quali hanno invece garantito, pur con grandi sacrifici, l’equilibrio dei loro bilanci, come del resto riconosciuto dalla recente relazione della Corte dei conti;

preso comunque responsabilmente atto della necessità che ogni livello istituzionale si faccia carico di fronteggiare con idonei ed equi provvedimenti la grave crisi che sta attraversando il Paese;

contesta le proposte della Finanziaria 2006 che colpiscono Regioni e Autonomie locali (che hanno rispettato nella loro quasi totalità i parametri del patto di stabilità interno), non intervenendo, di fatto, sulla spesa statale (che ha, in questi ultimi anni, determinato un peggioramento dei conti pubblici);

rileva che, attraverso una campagna mediatica strumentale, la manovra viene impropriamente presentata ai cittadini come una lotta contro gli sprechi degli Enti locali, attribuendo loro anche responsabilità di aggravi fiscali cui sono del tutto estranei;

ribadisce il carattere fondamentale dei Comuni quali presidi di base dell’ordinamento democratico e quali sedi essenziali nell’elaborazione di politiche territoriali che da sempre costituiscono un elemento determinante per lo sviluppo civile ed economico dell’intero Paese;

considera, in particolare, che l’eventuale approvazione da parte del Parlamento del disegno di legge suddetto rischia di produrre un pesante ridimensionamento dei servizi essenziali concernenti il diritto allo studio, la tutela dell’ambiente, la sicurezza, gli interventi in materia di occupazione, il mantenimento dei livelli di assistenza conseguiti, nonché una grave caduta nelle manutenzioni e negli investimenti, con ripercussioni di natura economica anche sulle imprese;

si impegna a informare i cittadini, le forze sociali e le categorie economiche sulle ripercussioni che una manovra del genere avrebbe per la tenuta e lo sviluppo delle comunità locali e dell’intera Repubblica, chiedendo loro di far fronte comune nelle richieste per una diversa impostazione della Finanziaria 2006;

consapevole che i ritardi nell’approvazione del federalismo fiscale non consentono di formulare proposte organiche per il pur urgente riordino della finanza pubblica, di cui quella locale è parte essenziale

sollecita il Parlamento

a introdurre le seguenti, irrinunciabili modifiche al ddl Finanziaria 2006 pena il degrado dell’intero sistema delle Autonomie locali, con gravi ripercussioni sulle comunità amministrate:

  1. applicazione dei parametri del patto di stabilità interno non sulla spesa, ma sul saldo entrate/uscite ed eliminazione dei vincoli sulle spese di investimento;

  2. conseguente eliminazione dei blocchi relativi alle manovre tributarie ed all’assunzione del personale;

  3. riconoscimento dei finanziamenti per funzioni trasferite, con conseguente riduzione dei costi a livello statale e regionale;

  4. integrazione dell’attuale entità dei trasferimenti con fondi per il finanziamento dei miglioramenti contrattuali del personale.

Questi semplici emendamenti – di cui i primi tre non determinano alcun aggravio per la finanza pubblica ed il quarto è il doveroso riconoscimento di oneri derivanti dal contratto sottoscritto dall’Aran – costituiscono elementi determinanti per una ripresa dei territori, per una tenuta dei diritti di cittadinanza e per un rilancio dell’economia.

 

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