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Rio de Janerio 1992
(conferenza ambientale e sviluppo)
E’ stata, la più grande
conferenza della storia per numero di partecipanti:183 paesi
rappresentati da oltre 10.000 delegati ufficiali,un centinaio fra
capi di stato e di governo,15.000 fra ambientalisti e rappresentanti
di organizzazioni non governative,industriali, indios, religiosi e
giornalisti.
Trentamila persone arrivate dai cinque continenti pronti a mettere
in discussione il futuro dello sviluppo dell’umanità.
Fu l’occasione per una serie di grandi confronti fra diverse visioni
dello sviluppo e quindi delle priorità della vita dell’uomo.
Sostanzialmente in questa conferenza si stabiliva un codice di
comportamento etico ambientale per gli stati, un documento riduttivo
e non vincolante per i paesi firmatari ma cionostante di grande
portata.
La Dichiarazione di Rio su ambiente e sviluppo contiene 27 principi
generali.
Tra i principali:
• l’uomo è al centro dello sviluppo sostenibile
• gli stati hanno sovranità sulle proprie risorse e non devono
causare danni ai paesi confinanti.
• L’eliminazione della povertà è requisito primario per lo sviluppo
sostenibile.
• Deve istaurarsi un’alleanza mondiale nello sforzo comune di
salvaguardia dell’ambiente e gli stati hanno una responsabilità
comune ma differenziata di fronte alle problematiche e alle
responsabilità che riguardano la tutela ambientale.
• Una politica di prevenzione nella protezione dell’ambiente va
adottata anche in assenza di certezza scientifica, ovvero deve
valere il “principio precauzionale ”.
Fra gli altri principi sono da sottolineare quelli che auspicano una
cooperazione fra stati al fine di arrivare veramente allo sviluppo
progressivo del diritto internazionale in materia di tutela
ambientale.
La Dichiarazione dei principi per la gestione sostenibile delle
foreste sancisce i principi per la gestione,la conservazione
sostenibile delle foreste.
La Convenzione quadro delle nazioni unite sui cambiamenti climatici
con l’obbiettivo di stabilizzare le emissioni di gas a effetto serra
ad un livello che non metta in pericolo il clima mondiale. Solo con
il protocollo di Kjoto sono state fissate in modo giuridicamente
vincolante le riduzioni delle emissioni dei gas ad effetto serra più
importanti.
La Convenzione sulla biodiversità ha l’obbiettivo che quest’ultima
non venga a lungo termine messa in pericolo ulteriormente.
Entrata in vigore nel 1994, stati firmatari 24 paesi
industrializzati ,l’unione Europea, 14 paesi in economia in fase di
transizione.
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